Caso clinico relativo a Carlo M., di anni 55,  da noi giunto a causa di frequenti lombalgie che l’hanno spinto a voler iniziare un po’ di attività fisica. A detta del medico curante non emerge nulla dalla radiografia in possesso, mentre in realtà si evidenzia una riduzione dello spazio intervertebrale tra l’ultima vertebra lombare (L5) e la prima vertebra sacrale (S1). Carlo è in evidente sovrappeso, almeno 10 Kg, e riferisce circa 4 episodi acuti nell’arco di due anni.
SACRALE

3 spazio intervertebrale normale 4 spazio intervertebrale ridotto

L’esame clinico presenta una muscolatura ipotonica ed una postura da rilassamento addominale. Il dolore si manifesta prevalentemente nella zona dove abbiamo riscontrato il ridotto spazio intervertebrale ed in fase di flessione, a ginocchia estese, resta a circa 20 cm dal suolo.
Cenni sulla patologia – il ridotto spazio intervertebrale non rappresenta altro, anche se in via indiretta, la riduzione di spessore del disco intervertebrale, meglio visibile con una TAC o una Risonanza Magnetica Nucleare. Nel caso specifico di Carlo è interessato uno solo di questi spazi, meglio conosciuto come “cerniera lombo-sacrale; questo perchè tutte le sollecitazioni ed il peso del tronco finiscono per coinvolgere di più questa zona. Affinché la cerniera lombo-sacrale possa svolgere la sua funzione, è necessario che i suoi pilastri sorrettori (muscoli addominali retti, obliqui e trasversi, nonché paravertebrali) siano efficienti. Diversamente, tutto il corpo graverebbe unicamente sulla colonna.
Concetti chiave del caso – Secondo Caillet una eccessiva instabilità statica e dinamica della colonna finisce per determinare una eccessiva mobilità delle vertebre. Questo può manifestarsi con dolore quando insorga un attrito delle articolazioni intervertebrali (interapofisarie), che possono arrivare addirittura a sub-lussarsi. Due variabili hanno una fondamentale importanza nel determinare la ricorrenza e la recrudescenza del dolore nella zona lombare : ipotrofia-tonia dei muscoli addominali ed il sovrappeso.
Informazioni necessarie – nel caso di Carlo è importante focalizzare alcuni dati: 1. età; 2. tipo di lavoro; 3. inattività fisica; 4. il deficit di postura; 5. la ricorrenza delle lombalgie.
Tutto sommato i punti indicati presi singolarmente, escluso il 5, sono comunque risolvibili con una corretta attività in palestra. Il problema nasce nella somma; sì perchè se sono tutti presenti nella medesima persona è necessario mettere in atto un progetto differenziato che miri ad una corretta alimentazione affinchè il soggetto perda peso; correzione posturale; attività fisica blanda;intervenire sul sedentarismo; escludere altre patologie età dipendenti (ipertensione, osteoporosi, diabete, ecc.) ed il tutto con molta prudenza, nella speranza che il soggetto resista alla mancanza di risultati immediati.
Come realizzare il protocollo d’intervento – gli obiettivi saranno : 1. rendere mobile la colonna; 2. aumentare la forza della muscolatura addominale e paravertebrale; 3. contribuire alla riduzione del peso corporeo.
1. mobilità della colonna – semplice uso del bastone per effettuare delle torsioni del tronco senza mai raggiungere il fine corsa; in alternativa da supini con ginocchia flesse al tronco.
2. aumento forza muscolare addominale e paravertebrale –  è preferibile iniziare col potenziamento degli addominali su panca con ginocchia flesse in modo da escludere l’intevento dell’ileopsoas (iperlodotizzante e lombalgizzante). Favorire possibilmente il crunch, per la semplicità di esecuzione previo esame della mobilità della colonna cervicale in modo da escludere una ipo-mobilità derivante da forme artrosiche .  Per i paravertebrali utilizzare unicamente la panca da iperestensioni senza mai superare il piano parallelo al pavimento. Per la restante parte del tronco sarebbero preferibili esercizi in scarico ed assistiti dalle carrucole, magari lat machine per intenderci.
3. riduzione del peso – Cyclette orizzontale e correzione nutrizionale. In questo caso con la collaborazione di un buon nutrizionista il lavoro potrebbe essere molto più efficace.
evitare : esercizi a carico sulla colonna – twist machine a causa della forza inerziale mal controllabile – panca piana per addominali . esercizi a corpo libero che non prevedono la flessione delle ginocchia al tronco

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