Il caso che tratteremo oggi riguarda Mauro, calciatore agonista di anni 16 che, dopo una preparazione estiva, riferisce di aver riscontrato un progressivo dolore all’inguine destro a partire dalla prima giornata di campionato; il grado di dolore era talmente manifesto che dopo la quarta giornata gli è stato imposto un riposo forzato dallo staff medico con le relative cure del caso (antinfiammatori, ultrasuoni, ionoforesi, laser, tecar, ecc. ) . Il soggetto, che non riesce più a giocare a calcio, viene inviato da noi per effettuare un percorso di potenziamento.

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Cenni sulla patologia – la pubalgia è uno stato infiammatorio che interessa il pube che, unitamente ad ileo ed ischio, rappresenta uno dei componenti ossei del bacino. Al pube si inseriscono addominali ed adduttori. A 16 anni quest’osso non è completamente formato e l’utilizzo di questa muscolatura può generare un’infiammazione locale anche molto dolorosa. Uno squilibrio di forze tra i vari gruppi muscolari (es. tono-trofismo dei muscoli della coscia a discapito degli adduttori) facilita un uso incongruo degli stessi tali da sottoporre alcuni di essi ad uno stress non prevedibile. Il sintomo principale è il dolore pubico (direttamente sull’osso e talvolta irradiato nell’interno coscia), soprattutto in fase di richiamo  della coscia al corpo ( es. salire in auto o l’atto del calciare) . E’ importante tuttavia , prima di iniziare qualsiasi trattamento, avere la certezza dell’esclusioni di altre eventuali patologie per evitare, in caso, di aggravarle ulteriormente  (es. appendicite se si parla di lato dx ; infiammazione linfonodi inguinali; infiammazione delle ovaie nelle femmine; infiammazione del funicolo nel maschio; ecc.) .  Protocollo d’intervento – puntare su di un mix di esercizi tesi allo sviluppo e all’allungamento muscolare. Nella fase acuta è necessario assoluto riposo con crioterapia. Nella fase successiva una leggera attività fisica con limitazione dei carichi. Se l’ infiammazione risulta ancora presente è necessaria la combinazione con terapia strumentale fisioterapica. In fase di riduzione del dolore è possibile inserire una corsa graduale su tapis roulant, un potenziamento addominale ed uno stretching (meglio se attivo isolato) degli adduttori, che tralasceremo invece sotto il punto di vista del potenziamento. Una volta scomparso il dolore è possibile iniziare un potenziamento delle coppie muscolari, la corsa libera e lo stretching generalizzato. Esercizi consigliati : tutti quelli per cosce e addominali, in particolare quelli bassi; tralasciare quelli a carico degli adduttori che potrebbero incrementare il dolore; corsa tollerata solo su nastro perchè lineare; i cambi di direzione solo nell’ultima fase; ok la cyclette . Esercizi da evitare  tutti quelli in cui intervengono gli adduttori nelle prime due fasi e le accosciate con il bilanciere ed i manubri. L’obiettivo si considera raggiunto nel momento in cui il soggetto riesce a correre eseguendo cambi di direzione senza avvertire dolore durante tutto l’allenamento, compreso nelle fasi di adduzione-abduzione .

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